
Il Manifesto della Meccanica 2025, recentemente presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, offre una visione lungimirante per il futuro del settore meccanico italiano. Con l’obiettivo di promuovere innovazione, sostenibilità e valorizzazione del Made in Italy, questo documento strategico si propone di consolidare il ruolo della manifattura italiana nel mercato globale.
Durante un incontro al Salone degli Arazzi a Roma, Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria, ha evidenziato come il documento rappresenti un’opportunità concreta per affrontare le sfide del contesto attuale. Tra i temi chiave, la valorizzazione delle competenze e l’attrazione di giovani talenti risultano fondamentali per preparare la futura forza lavoro. Le politiche pubbliche dovrebbero supportare la creazione di un ambiente favorevole all’innovazione e alla ricerca, consentendo alle imprese di esplorare nuove tecnologie senza vincoli eccessivi. Una priorità è anche il rafforzamento della sicurezza del mercato, per evitare pratiche sleali che minacciano la competitività delle aziende italiane. Nel testo si consiglia l’adozione di misure che incentivino la produzione nazionale, ponendo attenzione alla protezione dell’industria locale.
Il Manifesto della Meccanica sottolinea l’importanza di un dialogo costante tra istituzioni e associazioni per costruire una politica industriale coesa e lungimirante, in un contesto di profonda trasformazione globale. La richiesta di un tavolo permanente dedicato alla meccanica italiana riflette la volontà di creare una cabina di regia capace di monitorare e supportare il settore in un periodo di sfide senza precedenti. Investire nel settore meccanico significa investire nel futuro dell’industria italiana, con una visione orientata all’innovazione e alla sostenibilità.
Il 2024 segna un anno cruciale per le esportazioni della meccanica italiana, con gli Stati Uniti che, seppur continuando a rappresentare un mercato importante, mostrano segnali di un rallentamento. L’analisi delle performance di export evidenzia che, pur registrando una crescita del +1,6% a livello generale, il valore delle esportazioni nel primo mercato per il settore è sceso a 4,37 miliardi di euro, segnando un decremento del -1% rispetto all’anno precedente. Questo calo è preoccupante e potrebbe essere aggravato dalle nuove misure restrittive sulle importazioni di beni come l’acciaio. In Europa, le sfide si amplificano: la Germania, terzo mercato di riferimento, ha registrato una flessione del -6,1%, mentre la Francia ha visto un calo del -3,3%. È necessario per le aziende italiane affrontare queste difficoltà e sviluppare strategie di diversificazione delle vie commerciali. In contrapposizione, si registra un aumento significativo delle esportazioni verso il Medio Oriente, con l’Arabia Saudita che sale nel ranking, segno di un’apertura verso nuovi mercati.
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